“Fra l’anno 1450 e il 1460 San Ginesio era travagliata dalle fazioni, perché una parte voleva ancor tornare sotto la Signoria de’ Varani. L’altra accostavasi di buona voglia a menare vita libera sotto la Chiesa. I secondi prevalsero col favore del Governatore della Marca, sotto cui la Provincia tutta vivea. Per questa sedizione ebbero l’esilio intorno a 300; asciando dunque il nativo terreno, guidati dalla Fortuna arrivarono a Siena.”

 

La storia

Fu per una questione politica che, nello sconforto delle loro famiglie, 300 ginesini lasciarono la loro terra natia e si rifugiarono nella città di Siena. Lì trovarono lavoro nella guardia civica finché, grazie alla diligenza e alla fedeltà con le quali essi svolgevano le loro mansioni, attirarono l’attenzione di notabili senesi sul loro esilio “tanto che furono inviati a San Ginesio ambasciatori senesi, che perorassero la causa degli esuli e ne ottenessero il rimpatrio.

La causa fu vinta per l’eloquenza degli oratori senesi e per lo spirito civico dei sanginesini. I trecento fecero ritorno in patria, accompagnati da notabili senesi e recando con sé il Crocifisso ancora oggi venerato. Dinnanzi alla Porta Picena essi ricevettero l’abbraccio ed il bacio del perdono dai concittadini accorsi ad accoglierli e nella Chiesa Collegiata tutti i sanginesini giurarono solennemente la perpetua concordia cittadina, sull’immagine di quel Crocifisso che rimase a testimonianza dell’impegno di pace. In tale occasione gli inviati senesi consegnarono alle autorità del Comune di San Ginesio gli Statuti vigenti a Siena, perché potessero servire di modello a una costituzione nuova (…)”

La rievocazione si svolge con cadenza triennale da 50 anni: prevede la partecipazione delle Autorità Municipali di Siena ed una consistente delegazione del PALIO DI SIENA.

Una storia di onore e riconciliazione, un’ occasione di conoscenza, per chi le antiche mura sanginesine non le ha mai varcate, una di commemorazione e orgoglio civico, per chi spesso ne ha dimenticato le virtuose radici: un ritorno al passato per costruire il futuro.